I Miracoli di San Gottardo

9) Un’ossessa guarita per merito di San Gottardo
Nella citta di Ratisbona, un tempo, San Gottardo si fermava forse per un affare del suo monastero; qui era condotta da lui, per essere guarita, un’ossessa dal demonio.
L’uomo di Dio, vedendola, disse: “Rispondimi, o spirito immondo alle cose che ti chiedo. Che fa qui in una creatura di Dio?” Il demonio disse: “A pieno diritto e mia la sua anima, poiche e una maga, e per mezzo di lei ho acquistato molte anime”. E l’uomo santo disse: “Perche e tua a causa della magia?” E il demonio rispose: “Non hai letto che il Signore ha ordinato che pitoni, indovini e maghi siano sterminati? Che cosa fanno tali esseri, se non servire a me e ai miei principi; infatti sono idolatri, a stento noi possiamo possedere qualcuno con tanto diritto quanto quelli irretiti da tali vizi. Ignori forse che tra mille incantatrici o indovini, a stento se ne trova una che voglia confessare questo vizio?Cosi chiudiamo le loro bocche affinche di tali esseri non possano dire nulla in qualsiasi modo”. E il santo uomo disse: “So che grande e la malvagita tua e dei tuoi simili; e tuttavia non dubito che maggiore e la bonta e la clemenza di Dio. Dunque, spirito immondo, concedi onore a Dio e allontanati da questa sua creatura, perche ritorni alla grazia che tu le hai tolto”.

 

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I Miracoli di San Gottardo...........
 

 

 

E il demonio disse: “Perche mi spingi a tanta violenza? Che ti ho fatto o che cosa hai contro di me?” Ed egli disse: “Ascolta, protervo e immondo spirito. In quella patria eterna dalla quale sei caduto usando superbia, tanta sara per me la gioia per il bene comune, come per il mio proprio, profondo e molto maggiore: e percio qui conviene addolorarsi del male altrui molto piu che del male proprio. Attraverso questi meritero la vita eterna. Ho comunque contro di te una giusta causa poiche possiedi non giustamente e punisci mia sorella, creatura di Dio tuo creatore.
Non ti faccio violenza, come asserisci; ma per amore di Dio e per amore della sua creatura per cui il suo Unigenito, versando il suo sangue, ha affrontato l’amarissima morte, contro di te combatto non da pugile, ma da vincitore glorioso. Dunque ti ordino, superbo e immondo spirito, in nome di Gesu Cristo, allontanati da lei e non cercare piu di molestare una creatura di Dio”. E cosi quello spirito maligno si allontano e la donna cadde come morta. Ma l’uomo santo subito la rialzo; in posizione eretta confesso piangendo pubblicamente il vizio della magia, che da tempo aveva piu volte fatto; e l’uomo santo lo accolse per virtu della passione di Gesu Cristo.

 
 
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